Fase 2. Claudio Trotta a Radio Rock: “Fate ripartire anche la musica dal vivo”

Claudio Trotta a Radio Rock sulla Fase 2

Il patron di Barley Arts si scaglia contro le decisioni del governo e propone di pagare in anticipo i lavoratori dello spettacolo con il guadagno dei biglietti già venduti

 

(Roma – 29 aprile 2020) – È un fiume in piena il Claudio Trotta intervenuto su Radio Rock 106.6 durante il programma The Rock Show, condotto da Emilio Pappagallo, Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi. Argomento portante della lunga chiacchierata? I concerti, ovviamente, minati dalla pandemia e dalle misure di contenimento promulgate dal governo.

Il patron di Barley Arts è partito da un assunto, ritenuto indispensabile per affrontare l’arduo periodo: “La musica aiuta a curare l’animo di miliardi di persone, ne segna i momenti della loro vita: celebra l’esistenza, la morte, il momento del lavoro, l’impegno sociale. Se la spegniamo e facciamo prevalere la paura e il concetto che l’ ‘altro’ è il nemico untore della nostra salute, non solo non ci libereremo del virus ma neanche della paura e della mancanza di futuro che in questo momento stiamo vivendo”.

Un’arte, quindi, che scandisce i trascorsi della collettività. Ma anche una filiera che contribuisce massivamente al PIL nazionale e che ora è corrosa dall’incipiente crisi economica. Cosa fare per sostenerne i professionisti che la animano e che devono far fronte ad una lunga serie di concerti già posticipati al 2021? “C’è una grande liquidità – ha proseguito – data dalla vendita dei biglietti dei grandi eventi, comprende delle spese variabili che non saranno pagate a breve, come quelle per la SIAE. Comprende poi delle spese che sono già state effettuate, ma soprattutto una grandissima parte di soldi che sarebbero stati pagati a facchini, runner, tecnici del suono, maschere. Non si capisce per quale motivo non si possa mettere mano a questa liquidità e anticipare dei soldi ai lavoratori dello spettacolo, anziché farli aspettare un anno”.

Da qui, poi, un’altro interrogativo di Trotta ponderato per tentare di salvare il settore e strettamente legato alle nuove disposizioni governative per la Fase 2: “Perché a metà maggio possono riaprire i musei, il primo giugno i parrucchieri e i centri di benessere dove il contatto fisico sarà inevitabile, ma non tutti quegli spazi dove si possano vendere biglietti assegnati con posto a sedere?”.

Una richiesta oculata, non dissennata e al netto del rispetto delle misure di sicurezza, che permetterebbe almeno in parte di scampare ai mancati guadagni. In parte, perché ciò varrebbe per i live club fino a 2000 posti di capienza massima.  Quale sarà invece il destino dei grandi spettacoli negli stadi e palazzetti? Mr Barley Arts non ha dubbi: “Minimo fino alla primavera del 2021 non ci potrà essere praticamente niente”.

Intervista: “Claudio Trotta – Il futuro dei grandi eventi dal vivo” (29-04-20)