Ticketmaster e Live Nation: ai concerti solo se vaccinati o con tampone negativo?

A proporre l’idea è Michael Rapino, CEO di Live Nation Entertainment: società nata nel 2010, a seguito della fusione operata, all’epoca, tra Live Nation e Ticketmaster. In vista della ripresa dei grandi eventi al chiuso e all’aperto, il prossimo anno, potrebbe essere richiesto – a coloro che acquisteranno biglietti – di provare la propria vaccinazione o, in alternativa, essersi sottoposti a tampone nelle 72 ore precedenti all’evento. Venuto a conoscenza del risultato, l’utente dovrebbe a quel punto far richiesta – al centro analisi presso il quale si è rivolto – di inviare notifica, del risultato, ad un centro di raccolta dati. Solo successivamente, Ticketmaster consentirà l’ingresso del singolo (al concerto o spettacolo) tramite una nuova app dedicata ancora da sviluppare.

Per tutelare la privacy degli acquirenti, l’azienda specifica di non volere – nel caso fosse – conservare i dati clinici dei soggetti, bensì rivolgersi a data center esterni rispetto ad essa. Procedura, questa, ancora in via di definizione ma che potrebbe coinvolgere entità di spicco, quali IBM o Clear, col fine di contribuire a creare una cartella clinica, digitale, in grado di fornire accesso agli eventi tramite QR Code. Un’alternativa, valida, potrebbe essere invece costituita dai tamponi rapidi effettuati direttamente all’esterno delle venue: soluzione, questa, che allungherebbe però enormemente i tempi di ingresso contando non meno di 3/4 minuti a persona, a fronte di decine di migliaia in fila. “In Italia ci sono 3 milioni di biglietti venduti in attesa: sarebbe una campagna di screening di portata nazionale.”, ha detto Roberto De Luca (Live Nation), “Se venisse estesa anche al calcio, aiuterebbe a monitorare la diffusione del virus.”.

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