Giorgio Vallortigara a Radio Rock: “Cervello? Le misure non contano”

Nel suo nuovo libro il neuroscienziato evidenzia quanto non ci sia bisogno di un grande quantità di neuroni per svolgere attività cognitive basilari

Giorgio Vallortigara ai microfoni di Radio Rock – intervistato da Emilio Pappagallo durante il The Rock show – ha presentato il suo nuovo libro Pensieri della mosca con la testa storta.

Il neuroscienziato ha subito evidenziato cosa intenda quando parla di grandezza del cervello: Se noi guardiamo le forme elementari del pensiero, come riconoscere una faccia, lo stile di un quadro questo anche gli animali con un numero limitato di neuroni riescono a farlo, anzi se la cavano egregiamente. Abbiamo visto in laboratorio come le api riescono a discriminare la faccia di una persona da un’altra.

Vallortigara ha poi precisato riguardo a cosa si mantenga una differenza tra strutture neuronali semplici e complesse: non riguarda la capacità elementare ma le richieste di memoria, per immagazzinare più facce ci vuole un bacino di neuroni maggiore ma per distinguere due facce ne bastano molti di meno.

Il professore dell’Università di Padova ha quindi riportato delle evidenze scientifiche a riguardo: Abbiamo messo sullo schermo di un computer, 10 copie di Picasso e 10 di Monet, abbiamo poi insegnato alle api che tutte le volte che si posavano su un Picasso prendevano il premio cosa che non succedeva se si posavano su Monet. L’animale ha imparato perché i due stimoli erano diversi come se riconoscessero due fiori. Poi abbiamo messo altri 10 nuovi gruppi di Picasso e altri 10 nuovi Monet, loro avevano imparato il trucco e ormai erano capaci di distinguere in generale il segno grafico che caratterizza i due artisti. 

Ulteriori prove sono state citate da Vallortigara a suffragio delle sue tesi:  I delfini hanno questa fama di essere super intelligenti perché hanno un grande cervello, in realtà le diverse specie di delfino hanno cervelli variabili in grandezza e se si guarda nel cervello del delfino si vede che i neuroni sono molto sparsi e l’incremento del volume è legato in gran parte alla presenza di cellule che chiamiamo “della glia” che svolgono una funzione tra l’altro di termoregolazione . Così un neuroanatomico sud africano ha pensato ‘ma non è che la grandezza del cervello non ha niente a che vedere con l’intelligenza ma con il problema di tenere al caldo il cervello?’ Infatti  ha visto che era proprio cosi, tanto è più fredda l’acqua tanto più grande è il cervello, quindi non ha a che fare con l’intelligenza ma ha a che fare con le proprietà di termoregolazione.

Di seguito il podcast dell’intervista integrale :

Interviste: Giorgio Vallortigara – Pensieri della mosca con la testa storta (23-03-21)

 

 

 

 

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