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Shirley Manson dei Garbage a Radio Rock: “Torniamo a ‘Beautiful Garbage’ dopo vent’anni”

today8 Novembre 2021

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La cantante dei Garbage intervistata da RadioRock nella trasmissione AntiPop in occasione della riedizione del terzo album della band, “bloccato” nel 2001 dall’11 settembre

 

Una delle cantanti più conosciute e apprezzate del mondo della musica, Shirley Manson, è intervenuta oggi nella trasmissione AntiPop di RadioRock (in onda dalle 15 alle 17 e condotta da Valerio Cesari con Emanuele Forte e Riccardo Castrichini), intervistata dalla speaker Paulonia Zumo, in occasione dell’uscita della ristampa, il 5 novembre, di Beautiful Garbage, terzo disco in studio della band, originariamente pubblicato nel 2001.

“Sicuramente era un album per il quale eravamo tutti molto eccitati – racconta la frontwoman del gruppo -, ci stavamo preparando per partire per l’Europa, per la promozione, circa due settimane prima della pubblicazione, e poi accadde l’11 settembre e il nostro mondo è cambiato per sempre. Le cose non sono più state le stesse dopo quell’evento, e il nostro album si è trovato intrappolato nel caos successivo a quella catastrofe. Come se fosse rimasto un po’ sullo sfondo, all’epoca questa cosa ci spezzò il cuore, però le canzoni si sono dimostrate robuste e sono diventate alcune delle preferite dai nostri fan negli anni. Fu un fiasco, solo in Australia arrivò ai vertici della hit parade. Prima radio e giornalisti ci consideravano imprescindibili e poi ci siamo trovati senza neanche un brano in rotazione in tutto l’Occidente”.

A Radio Rock però l’album fu passato per diverse settimane. “Poi alla fine vendemmo un milione di copie, ma venivamo da un successo così clamoroso con i primi due album che la cosa ci gettò nello sconforto. Sono felice che a Radio Rock abbiate messo tanti brani di quell’album nelle vostre playlist, forse non ci rendevamo conto di quanto fossimo comunque fortunati. Per noi fu un k.o. da cui ci riprendemmo solo anni dopo, perdemmo fiducia in noi stessi, è anche per questo che vent’anni dopo torniamo sul luogo del delitto: per ridare il giusto spazio a uno degli album che più abbiamo amato. E così i nostri fan”. Anche perché Beautifulgarbage è stato un lavoro seminale per la musica moderna, per il pop che poi sarebbe arrivato di lì a poco.

Riascoltandolo ora mi rendo conto di quanto fosse ambizioso, e come, in qualche modo, rappresentasse l’idea della direzione che la musica pop avrebbe poi preso. Da quel decennio in poi è diventata molto più eclettica. Noi eravamo emersi da un ambiente musicale davvero particolare, in cui o eri un gruppo rock, o eri pop, o metal o rockabilly e così via. Oggi è tutto insieme, in un unico contenitore: hai Halsey che è un’enorme pop star che però va a lavorare con Trent Reznor. Noi già vedevamo questo trend e abbiamo cercato di catturarlo in Beautiful Garbage perchè pensavamo che fosse quella la direzione in cui sarebbe andata la musica. Avevamo previsto che non ci sarebbero più state bandiere, e che gli artisti sarebbero stati più liberi di andare oltre il loro genere di provenienza”. Coincidenza vuole che anche questa riedizione arrivi dopo una catastrofe mondiale come quella della pandemia, del Covid.

“Io sono particolarmente preoccupata per i più giovani: cioè chiaro mi preoccupi anche per noi, è stato difficile in quanto professionisti lavorare, ma abbiamo la fortuna di essere affermati e di aver potuto fare, dopo due anni, un lungo tour internazionale all’aperto senza conseguenze. Per gli artisti emergenti, invece, il Covid è un’ulteriore difficoltà, in un panorama già compromesso dalla musica in streaming. La musica dal vivo è l’unico modo attraverso cui sperare in un’entrata economica, e se non puoi suonare sei fottuto, no?”.

Arriva questa riproposta dopo l’uscita dell’ultimo album “No gods no masters“, un altro salto in avanti per i Garbage, audace e coraggioso. “Sì, il disco è uscito a giugno, ed è folle ma mi sembra passato già un secolo. Siamo rimasti molto colpiti dalla risposta positiva che ha avuto questa volta, esattamente il contrario che successe 20 anni fa. Siamo spiazzati dall’amore e dall’entusiasmo che ha riscontrato, non era quello che ci aspettavamo perchè l’album è piuttosto provocatorio e io soprattutto pensavo di essere criticata per i testi, per ciò che dico in questo disco. Che bella sorpresa scoprire che così tante persone si sentono come noi in questo momento, è stato molto eccitante e l’album è andato oltre ogni aspettativa. Davvero bello vedere che siamo una band che è attiva da quasi 30 anni e ancora riesce a pubblicare dischi che piacciono, essere passati in radio, scalare le classifiche, fare interviste come questa”

L’ultima battuta è sull’Italia. “Non vediamo l’ora di tornarci, soprattutto a Roma, ricordo la prima volta che suonammo qui, eravamo commossi dalla bellezza di questa città, di questa nazione. Credo che l’Italia dia da sempre una lezione al pianeta: in questo mondo in cui abbiamo deciso che le cose hanno valore solo se ti fanno fare soldi, il vostro ci dice che la bellezza, la cultura possono essere un argine alla brama capitalista.

L’Italia ci parla delle sfide dell’impegno, dell’immaginazione e dell’intelligenza dell’essere umano“. Proprio come i Garbage e Shirley Manson.

Il PODCAST dell’intervista:

Interviste: Garbage (05-11-21)

Scritto da: RadioRock FM106.6

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